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Aiutiamo lo Sri Lanka
| Il maremoto,
che domenica 26 dicembre, ha scosso il centro dell'Oceano Indiano,
ha raggiunto anche il Pacifico fino alle isole Figi, Samoa, poi
la Nuova Zelanda e le Hawaii distanti 12mila km. Il bilancio è
di circa 350 mila morti e i dispersi sono ancora molti. Resta
altissimo il rischio di epidemie. Secondo l'Organizzazione mondiale
della sanità, malattie e infezioni potrebbero causare altrettante
vittime. Inoltre, sempre l'OMS ha lanciato l'ennesimo allarme
dalla sede di Ginevra dell'Organizzazione mondiale della Sanita'
(Oms), 5 milioni circa di persone sono rimaste senza alcun mezzo
di sostentamento nelle zone dell'Asia meridionale investite dal
maremoto.Centinaia di migliaia di persone hanno lottato per sopravvivere
agli tsunami”, ha dichiarato il Direttore generale dell’UNICEF
Carol Bellamy, “ora dobbiamo aiutarli a sopravvivere alle
conseguenze del disastro: la nostra maggiore preoccupazione attuale
è fornire acqua potabile, un intervento urgente in tutti
i paesi colpiti, e prevenire lo scoppio di epidemie. Per i bambini,
i prossimi giorni saranno cruciali”. In SRI LANKA l’UNICEF
ha immediatamente risposto alla richiesta d’aiuto del Governo
inviando 30.000 coperte, stuoie per allestire giacigli d’emergenza,
magliette e altri indumenti prelevati dalle scorte stoccate localmente;
un volo umanitario con oltre 42 tonnellate di aiuti di emergenza
è oggi partito dal magazzino centrale dell’UNICEF
a Copenaghen, portando nelle aree del disastro 150.000 confezioni
di sali per la reidratazione orale, per il trattamento della diarrea
acuta, 15 kit sanitari di emergenza sufficienti a 150.000 persone
per un periodo di 3 mesi, tende, coperte e altri generi essenziali,
100 kit di materiali scolastici di emergenza e 90 di materiali
ricreativi. Ad aggravare la situazione c’è anche
il pericolo costituito dalle mine dissotterrate dal maremoto,
che rappresentano un ulteriore rischio per la popolazione civile
e gli interventi umanitari. Per gli aiuti allo Sri Lanka l’UNICEF
ha lanciato un appello di raccolta fondi per 6 milioni di dollari:
la metà dei 25 distretti del paese risultano direttamente
colpiti dal maremoto.
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Don
Jude Nicholas Fernando, per tutti Don Nicola, fino al 6
settembre dello scorso è stato Vicario Parrocchiale
e ha collaborato con Don Giuseppe nell'attività pastorale
quotidiana della nostra parrocchia. E' sempre legato al
suo paese natale (Sri Lanka) e non ha mai dimenticato i
"poveri più poveri" del suo paese. Con
l'ausilio di benefattori italiani si è sempre prodigato
attivamente per portare aiuto a chi ha più bisogno
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Don
Nicola è nato a Negombo nello Sri Lanka il 21/09/1960 ed
è stato ordinato sacerdote il 20/07/1985 nella Diocesi
di Chilaw (nel Centro-Ovest del paese).
Per 10 anni ha insegnato Teologia nel seminario nazionale dello
Sri Lanka che è nella diocesi di Kandy. E' venuto in Italia
dal settembre 1998. Prima di venire a Mentana ha svolto il suo
ministero sacerdotale nella Parrocchia di S. Andrea a Vetralla
nella diocesi di Viterbo, dove è rimasto dal 1998 al 2002.
Abbiamo avuto sue notizie
... Don Nicola sta bene, lo tsumani ha danneggiato in modo lieve
le abitazioni ... ora noi tutti in collaborazione con il segretario
Francesco Nunzio della Fondazione Raphael di cui il presidente
è mons. Giovanni D'ercole, stiamo raccogliendo quanto da
lui richiesto per inviarglielo quanto prima ... chiunque voglia
potrà rivolgersi ai seguenti contatti:
e-mail: francesco.nunzio@libero.it
cliccando
quì potrete leggere la sua lettera
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